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Non sono un insegnante di yoga. Non ho studiato in India e non ho alcun titolo in questa disciplina. Sono un “semplice praticante”, e vorrei condividere con te quella che è la lezione più preziosa che mi ha insegnato lo yoga.

Sono arrivato allo yoga quasi per caso. O forse, più precisamente, in maniera naturale. Non l’ho cercato, ma lui ha trovato me – come è giusto che sia. Non saprei dire nemmeno “quando” sia successo: perché non può esistere un singolo momento per un processo del genere. 

Sta di fatto che da circa un paio d’anni pratico yoga: ho iniziato da autodidatta, studiando e praticando da solo. Da qualche mese però ho iniziato a frequentare delle lezioni e ad approfondire questa pratica.

Non sono in nessun modo un esperto e non non mi considero tale. Però c’è una cosa che ho iniziato a notare, da qualche tempo, e per quanto mi riguarda è la lezione più importante che lo yoga mi abbia trasmesso… ed è prendere confidenza con l’idea di limite.

Accettare il limite, qualunque esso sia. Osservarlo, senza giudicare. Che poi è la parte più difficile in assoluto… ma è anche la più preziosa, per quanto mi riguarda.

Grazie alla meditazione Vipassana ho imparato infatti a sviluppare la mia consapevolezza e a osservare senza giudicare ciò che accade nel momento presente, dentro e fuori. Ma con lo yoga ho potuto applicare questa consapevolezza al limite fisico.

“Ama te stesso e osserva – oggi, domani, per sempre” recita un sutra del Buddha. Questa frase mi guida da tanto tempo ormai, perché ho capito che in quelle prime 5 parole è veramente racchiuso tutto ciò che serve per vivere in serenità. 

“Ama te stesso e OSSERVA.”

Osservare… senza giudicare: è meno semplice di quanto non sembri. Ed è proprio per questo che sono così grato di aver scoperto lo yoga: evidentemente io ero pronto per questo incontro. È stato naturale, spontaneo. 

E oggi posso dire che fra tutti i benefici di cui si parla e si legge sullo yoga, quello dell’accettare i propri limiti – e OSSERVARLI – è forse il meno ricordato, ma per me in assoluto il più prezioso.

Non voglio sminuire i tantissimi benefici fisici, che ovviamente io stesso apprezzo molto. Ma qui andiamo su un piano superiore, e al contempo più profondo: la battaglia con il proprio Ego.

L’ego ci guida fin da bambini. Ci rende competitivi – chi più chi meno. Ci porta a sfidare i nostri limiti, a paragonare noi stessi con gli altri. 

Anche lo yoga può diventare competitivo – sia “contro” gli altri che soprattutto contro se stessi. L’ho visto su altre persone, e l’ho visto su di me, inizialmente. La ricerca spasmodica della “posizione perfetta” diventa una gara a sua volta, di nuovo sotto il potere dell’Ego.

A cui si aggiunge l’eterna critica interiore, il senso di inferiorità, specialmente diffuso nei cosiddetti “principianti”. Ti senti – appunto – un principiante, che già di per sé è un’etichetta, e in quanto tale ti forza all’interno di una categoria. Ti SENTI un principiante, e non vedi l’ora di toglierti di dosso quell’etichetta, non vedi l’ora di arrivare… dove non si sa. Magari a fare “le posizioni che fanno gli altri” o quelle che hai visto su una rivista.

Non è facile, in fondo in quanto umani siamo programmati in un certo senso a seguire la mente e l’Ego. Eppure qui è proprio il nodo della questione su cui vorrei farti riflettere un momento, specialmente se ti stai approcciando allo yoga…

Non tentare di combattere l’Ego. Impara piuttosto a prendere consapevolezza dei tuoi limiti, MENTRE ascolti l’Ego e la sua voce, senza con questo lasciarti guidare da lui. 

Non cercare di far TACERE la mente. Non è quello l’obiettivo, anche se purtroppo è quello che sento più spesso in chi si avvicina alla meditazione o allo yoga. Non c’è nulla da far tacere: il segreto sta nell’osservare.

Osserva senza giudicare. L’obiettivo dov’è? Non c’è. È proprio questo il segreto: quando riesci davvero a superare l’ottica degli obiettivi, allora raggiungi un livello nuovo con la tua pratica. 

Metti da parte l’ego (che ti porta verso gli obiettivi) e ti limiti a osservare. 

A quel punto non hai più bisogno di forzare il tuo corpo. Lo ascolti, e osservi i suoi limiti. Ti fermi dove il tuo corpo si ferma. E – perlomeno per quanto mi riguarda – è proprio allora che INIZIA la pratica vera: cioè osservare come ti fa sentire quel limite.

Come ti senti a non toccare il pavimento, anche se il giorno prima lo facevi… 

Come ti senti a non riuscire a stare in equilibrio, mentre la persona di fianco a te è più ferma di un albero…

Come ti fa sentire avere il muscolo che trema sotto lo sforzo, anche se il tuo orgoglio non ti permette di ammettere che non hai abbastanza forza…

E così via. 

Per quanto mi riguarda, questa è la lezione più preziosa e impagabile che mi abbia insegnato lo yoga (anche grazie alla meditazione):

Accettare il limite e osservarlo senza giudicare. 

Solo allora puoi davvero apprezzare i benefici profondi di una disciplina meditativa come lo yoga e trasportarla nella vita quotidiana. 

Grazie mille Nicola Serafini per questo articolo!!

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