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La meditazione che pratichiamo ad Amare Yoga, è la meditazione di consapevolezza. Ma che cosa vuol dire
praticare la consapevolezza?
Ci sono molti modi per descrivere la consapevolezza; oggi per darvene un assaggio, ho scelto queste parole:

“Vi prego di prestare ascolto a ciò che sto per dire. Fatelo mentre parlo. Non pensate a farlo, ma fatelo ora.
Ecco, siate consapevoli degli alberi, delle palme, del cielo; ecco il corvo che gracchia; guardate la luce sulle
foglie, il colore di quel sari, di quel volto, e poi tornate a voi, interiormente. Potete osservare, potete essere
consapevoli incondizionatamente delle cose all’esterno, è molto facile. Ma portare l’attenzione a noi stessi
ed essere ugualmente consapevoli, senza condannarci, né giustificarci, senza paragonarci a qualcun altro, è
molto più difficile. Siate semplicemente consapevoli di ciò che accade dentro di voi, le vostre convinzioni, le
paure, i dogmi, le speranze, le frustrazioni, le ambizioni e tutto il resto. Allora lo svelarsi del mondo conscio
e inconscio comincia. Non dovete fare nulla…”

J.Krisnamurti.

Siate semplicemente consapevoli; questo è tutto ciò che dovete fare, senza giudizi, senza forzature, senza
cercare di cambiare ciò di cui diventate consapevoli. Allora noterete che è come quando sale la marea, non
potete impedire a una marea di arrivare; potete costruire un muro, potete fare quello che volete, ma la
marea giungerà con la sua energia dirompente. Allo stesso modo, se siete consapevoli in modo
incondizionato, l’intero campo della coscienza comincia a schiudersi. E mentre si schiude, dovete seguirlo, e
ciò diventa incredibilmente difficile: seguire nel senso di stare con il movimento di ogni pensiero che sorge,
di ogni sensazione, di ogni desiderio segreto. Diventa molto difficile nel momento in cui vi opponete, nel
momento in cui dite: “Questo è spiacevole”, “questo è bene”, “questo è male”, “tratterrò questo”,
“rifiuterò quest’altro”.

Perciò, cominciate con le cose all’esterno e poi muovete dentro di voi. Allora troverete, nell’interiorità, che
esterno e interno non sono due cose diverse, che la consapevolezza di ciò che è all’esterno non è differente
da quella rivolta all’interno, che entrambe sono la stessa cosa. Allora scoprirete che vivete nel passato; che
non c’è mai un momento di vita attuale, presente; solo quando né il passato né il futuro vengono a esistere
si è nel momento attuale. Scoprirete che vivete sempre nel passato, nei ricordi: ciò che avete vissuto, ciò
che eravate, quanto eravate intelligenti, bravi, cattivi. Questa è la memoria. È per questo che dovete
comprendere la memoria, non negarla, sopprimerla, o fuggirla.

Occorre prestare attenzione, a te stesso, agli altri, a ciò che ti circonda. La felicità si costruisce non fuggendo dagli altri, ma nella relazione con l’altro. L’altro è il tuo specchio. Ci vuole tanta meditazione, non
concentrazione, ma meditazione, cioè prestare attenzione. Presta attenzione al modo in cui ti muovi, cammini, parli, a cosa pensi…                  E quando osservi un albero, riesci a vederlo veramente? Stai vedendo
l’albero, o l’immagine che la tua mente si è costruita di quell’albero? Il pensiero, la mente, è sempre nel passato. Per vedere le cose come realmente sono quindi, non possiamo affidarci alla mente. Solo quando vedi quell’albero senza averne già l’immagine nella mente, puoi davvero vederlo. Riesci a vivere senza immagini, idee e preconcetti? Riesci a vedere davvero la persona cara, ogni momento come la vedessi per la prima volta? Quella persona è viva, cambia continuamente, la stai guardando come è veramente ora, le stai dando la tua totale attenzione? O la stai guardando dal filtro della tua mente, che l’ha etichettata e
resa oggetto di pretese?

Praticare la consapevolezza, vuol dire imparare a tornare alla verità, in ogni momento.

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