Con il sostantivo maschile sanscrito Yoga nella terminologia delle religioni originarie dell’India si indicano le pratiche ascetiche e meditative. Non specifico di alcuna particolare tradizione hindu, lo Yoga è stato principalmente inteso come mezzo di realizzazione e salvezza spirituale, quindi variamente interpretato e disciplinato a seconda della scuola.

Vi siete mai domandati quale sia la storia dello yoga? Le sue origini sono antichissime: le prime tracce di questa pratica risalgono tra il 3000 e il 1800 a.C., nella valle dell’Indo, presso la civiltà contadina di Quetta e più tardi nelle cittadine di Harappa e Mohenjo Daro. Tale testimonianza ci dice che certe tecniche di autocontrollo fisico e mentale erano già praticate e conosciute in epoca molto remota, antecedente all’arrivo degli Arii.

I Veda: lo yoga come unione

Gli Arii furono una popolazione immigrata nel Punjab probabilmente fra il 1500 e il 1250 a.C.
Affidarono le loro credenze e la loro filosofia ai Veda, libri antichissimi tenuti ancora oggi in grande considerazione (sono una sorta di “bibbia” per il mondo induista). In essi, e in particolare nel Rig-veda, troviamo nuove tracce dello yoga.

Non sempre il termine compare nell’accezione moderna. Yoga è infatti il giogo applicato al collo dei bovini e dei cavalli per farli lavorare in coppia (di qui probabilmente deriva l’accezione di “congiungimento”, “unione”).  Nei Veda non c’è ancora una precisa elaborazione dello yoga, ma appaiono già alcuni concetti yogici.

Upanishad

Possiamo trovare le basi dello yoga nella parte finale e più tarda dei Veda, nelle Upanishad, testi filosofico religiosi redatti in sanscrito tra l’800 e il 300 a.C. circa: in alcuni brani vengono infatti trattati argomenti come il Prana, l’energia vitale, e le Nadi, i percorsi energetici, che saranno poi temi centrali nello Hatha-yoga.

Yoga in Buddhismo

Buddha stesso apprese lo yoga da due maestri del suo tempo, e i testi buddisti antichi presentano molte similitudini con l’opera di Patanjali – il codificatore dello yoga classico – tanto che si può supporre l’esistenza di fonti comuni. Mentre i buddisti aggiunsero allo yoga molte tecniche di meditazione, i jainisti posero l’accento sull’aspetto dell’educazione e delle attitudini e sul controllo da esercitare sul comportamento individuale.

I Sutra

Ma il testo antico più autorevole dedicato allo yoga è rappresentato dagli Yoga-sutra di Patanjali, ed è considerato il “padre” dello yoga classico. Il testo è scritto sotto forma di sutra – brevi massime attraverso le quali, con pochissime parole, si esprime una norma o una sentenza. La forma dei sutra permetteva la memorizzazione di tutto l’insegnamento. Tra i più importanti vi sono gli Yoga Sutra di Patanjali, filosofo del II secolo a.C. Questi sono stati interpretati da diversi commentatori che ne hanno sviluppato i concetti secondo differenti correnti di pensiero. È attraverso l’opera di Patanjali – la cui datazione è per altro molto incerta – che lo yoga diventa uno dei sei sistemi filosofici dell’India antica.

I Tantra

Nel periodo medievale la letteratura predominante è quella dei Tantra.
Molte delle pratiche dello Hatha-yoga sembrano avere origine nella letteratura dei Tantra. L’Hatha yoga, forse il più famoso di tutti gli stili, ha il compito di migliorare l’elasticità del corpo e della colonna vertebrale attraverso la pratica della meditazione, del respiro (pranayama) e delle asana. Il termine Hatha yoga viene spesso tradotto come yoga dello sforzo o yoga della forza per via delle posizioni della pratica.

Lo yoga oggi

Con il termine yoga si indica oggi un vastissimo insieme di concezioni e di pratiche. Si sono sviluppate tradizioni come lo yoga tibetano, taoista, buddhista e altre ancora. La pratica è adatta a tutti, adulti, anziani e perfino bambini.

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